Papa Francesco mancherà a tutti

“Carissimi fratelli e sorelle, con profondo dolore devo annunciare la morte di nostro Santo Padre Francesco. Alle ore 7:35 di questa mattina il Vescovo di Roma, Francesco, è tornato alla casa del Padre. La sua vita tutta intera è stata dedicata al servizio del Signore e della Sua chiesa. Ci ha insegnato a vivere i valori del Vangelo con fedeltà, coraggio ed amore universale, in modo particolare a favore dei più poveri e emarginati. Con immensa gratitudine per il suo esempio di vero discepolo del Signore Gesù, raccomandiamo l’anima di Papa Francesco all’infinito amore misericordioso di Dio Uno e Trino.”

Con queste parole, fredde ma allo stesso tempo cariche di emozione e dolore, questa mattina Sua Eminenza, il Card Farrell, ha annunciato la morte di Papa Francesco.

Senza dubbio ci lascia uno dei Papa migliori, eletto in un momento storico che anticipava periodi di forte instabilità e incertezza. Eppure per tanti nel Mondo ha saputo rappresentare un punto fermo, sempre dalla parte degli ultimi e fuori dagli schemi di Palazzo.
Ha provato più di altri a riformare la Chiesa e la propria Istituzione, rimasta troppo rigida e lontana dal mondo moderno. È stato all’altezza dell’esclusiva ed unica sfida di non far pesare al Mondo due Papi in vita, cosa assolutamente non scontata dopo le dimissioni di Ratzinger.

Ci ha insegnato resistenza e umiltà, ma soprattutto ha saputo portare avanti con determinazione le sue idee.
In un Mondo che ha bisogno di esempi ha saputo essere il protagonista migliore. Nella speranza che riusciremo a fare tesoro dei suoi insegnamenti, non ci resta che dire tutti: grazie Papa Francesco!

Ed ora cosa accade?

Proprio Francesco, che ha espresso il desiderio di essere sepolto nella Basilica Papale di Santa Maria Maggiore e non nella Basilica di San Pietro, di recente ha cambiato le norme che regolano i funerali del Papa. Funerali che diventano più snelli rispetto al passato.

Tra le novità introdotte con la seconda edizione tipica dell’Ordo Exsequiarum Romani Pontificis, approvata il 29 aprile 2024, la constatazione della morte non avviene più nella camera del defunto ma nella cappella. Segue la deposizione immediata dentro la bara, l’esposizione alla venerazione dei fedeli del corpo del Papa, già dentro la bara aperta.

Francesco ha poi voluto eliminare le tradizionali tre bare di cipresso, piombo e rovere. Il libro liturgico è una nuova edizione del precedente, la ‘editio typica dell’Ordo Exsequiarum Romani Pontificis’, approvata nel 1998 da san Giovanni Paolo II e pubblicata nel 2000, che è stata utilizzata nelle esequie dello stesso Pontefice nel 2005 e, con adattamenti, in quelle del Papa emerito Benedetto XVI nel 2023.

I funerali si svolgono in Piazza San Pietro, presieduti dal Decano del Collegio Cardinalizi; partecipano cardinali, vescovi, capi di Stato e rappresentanti di altre religioni. Il Pontefice, nel 2023, in una intervista con la giornalista messicana Valentina Alazraki di N+, aveva rivelato: “Ho già scelto il luogo della mia tomba nella Basilica di Santa Maria Maggiore”. Grande l’affetto di Bergoglio per la Salus Populi Romani, che nel corso del suo pontificato ha visitato oltre 100 volte (la prima appena eletto, il 14 marzo 2013).

I cardinali elettori si preparano per il Conclave; quindi i cardinali con meno di 80 anni si ritirano nella Cappella Sistina, che viene sigillata per garantire la segretezza del voto. Non possono avere contatti con l’esterno. Le votazioni seguono un rituale preciso. I Cardinali scrivono il nome del loro candidato su una scheda, la piegano e la depositano in un calice. Le schede vengono poi scrutinate e i risultati vengono annunciati. Se nessuno ottiene la maggioranza richiesta (due terzi dei voti), le schede vengono bruciate, producendo una fumata nera che segnala al mondo che l’elezione non è ancora avvenuta. Quando viene eletto il nuovo Papa, le schede vengono bruciate con paglia secca, producendo una fumata bianca. Dopo l’elezione, il cardinale Protodiacono annuncia al mondo dalla loggia di San Pietro la famosa frase “Habemus Papam”, seguita dal nome del nuovo Pontefice. Il nuovo Papa si affaccia dalla loggia e impartisce la benedizione “Urbi et Orbi”.

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