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Il rapporto Istat pubblicato il 15 ottobre, riferito al 2025, racconta unโ€™Italia con oltre 5,4 milioni di persone in povertร  assoluta. Il dato generale รจ sostanzialmente stabile rispetto allโ€™anno precedente. Ma stabile non significa accettabile.

๐Ÿ‘‰๐Ÿผ Mi colpisce soprattutto questo: tra le famiglie la cui persona di riferimento รจ un operaio o un lavoratore assimilato, la povertร  assoluta raggiunge il 14,3%. Il lavoro resta una protezione importante, ma non sempre sufficiente.

Nel Mezzogiorno lโ€™incidenza della povertร  assoluta familiare รจ la piรน alta del Paese. Da calabrese, considero questi numeri una ragione in piรน per chiedere che salari e servizi tornino al centro delle scelte pubbliche. La Politica deve apparire meno e ragionare di piรน, e magari ricominciare a programmare.

Penso a rinnovi contrattuali tempestivi, contrasto al lavoro irregolare, mense scolastiche accessibili e sostegno alle spese abitative. Perchรฉ il bilancio di una famiglia dipende da quanto entra, ma anche da ciรฒ che deve pagare per vivere dignitosamente. Oggi per alcuni รจ diventato un lusso anche permettere ad un proprio figlio di fare sport.

Chi fa impresa invece deve poter competere sulla qualitร , senza essere penalizzato da chi risparmia sui diritti. Chi lavora deve poter costruire un futuro e non sentirsi sempre sotto pressione.

La solidarietร  รจ indispensabile nellโ€™emergenza. Ma spetta alla politica creare le condizioni perchรฉ aver bisogno di aiuto non diventi una condizione permanente.

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